The Rise of Aten
di Carlotta Terranova.
In diretta da Il Cairo, il 2021 ci ha fatto dono di una delle più grandi scoperte archeologiche avvenute nella storia del mondo orientale, seconda forse a quella della tomba di Tutankhamon.
E’ stato annunciato pochi giorni fa il ritrovamento di quello che si è detto essere il più grande insediamento urbano nella città di Luxor.
Aten è un insediamento di oltre 3000 anni fa, famoso già da tempo tra gli specialisti del campo, fattore che ha contribuito a ribattezzarlo subito come “la città d’oro”.
L’archeologo diventato una star Zahi Awass si dice emozionato e fiero della scoperta: infatti, egli lavorava da settembre con una squadra di colleghi per arrivare dove nessuno aveva osato prima.
La zona veniva perlustrata da anni, anche da equipe straniere, fallite però nell’intento.
Ma chi è Awass?
Classi ‘47, è un archeologo ed egittologo di nazionalità egiziana, famoso anche e soprattutto a livello internazionale per i suoi documentari divulgativi.
Inoltre, è attualmente a capo di un movimento d’opinione per la restituzione di molti antichi manufatti come la Stele di Rosetta, segno dell’identità di tutti gli egiziani, convalidando la propria tesi a sfavore degli inglesi che dal 1802 conservano nel British Museum di Londra. Il 31 gennaio 2011 è stato nominato Ministro delle Antichità, ruolo che ricoprì con impegno e dedizione.
Ma torniamo alla grandiosa scoperta resa pubblica il 9 aprile. La città soprannominata da Hawass “Lost Golden City” fu fondata da Amenhotep III, IX sovrano della XVIII dinastia che regnò dal 1391 al 1353 a.C. circa. La città fu attiva anche nel periodo di co-reggenza di Amenhotep III e suo figlio Amenhotep IV, il futuro Akhenaton, e continuò ad essere utilizzata da Tutankhamon e Ay (1390-1319 a.C. circa).
La conferenza ufficiale per annunciare la riuscita dell’impresa non ci ha rivelato molto più di quello che Hawass non avesse già annunciato quasi in forma informale grazie ai suoi social, ma sicuramente è stata un’occasione per giornalisti e fotografi per documentare da vicino quanto rinvenuto, e chiaramente per porre domande.
I meravigliosi anelli con i cartigli del prenomen di Amenhotep III e della sua sposa, i sigilli reali e moltissimi oggetti di vita quotidiana, sono stati esposti in vetrine appositamente adibite.
Le ceramiche, esposte senza alcuna protezione, invece spiccavano per i loro colori accesi e motivi floreali e geometrici che inneggiavano al culto della dea Hathor.
Dopo poche ore, però, la scoperta era stata già “ridimensionata” (non per importanza, ovviamente) poiché, secondo alcuni, la città con le sue caratteristiche mura serpeggianti, e di cui si era a conoscenza per la documentazione giunte a noi già 3400 anni fa, era già stata trovata ma sopratutto documentata nel 1936 da Clèment Robicon, archeologo ed architetto, e da Alexandre Varille, egittologo francese membro dell’Institut Français d’Archeologie Orientale del Cairo ed esperto del Service des Antiquités. A far nascere tanta confusione sono state proprio le mura sinusoidali, che ad un primo impatto sembrano del tutto identiche a quelle riportate nei disegni degli studiosi francesi del secolo scorso.
Ma cerchiamo quindi di capire di fronte a cosa siamo: analizzando i dati e le mappe di Robicon e Varille, descrivono l’insediamento ritrovato e lo segnalano a sud-ovest del tempio funerario di Amenhotep, mentre come sappiamo il centro di cui parliamo si trova a più di 100 m. Quindi chiaramente la domanda sorge spontanea: sono parte dello stesso centro, viste le similitudini che li caratterizzano?
Sicuramente per ora resta un mistero, su cui gli esperti cercheranno di fare chiarezza.
Carlotta Terranova
Carlotta Terranova nasce a Galatina nel 2002. Frequenta l'ultimo anno di liceo classico, si definisce una diplomatica per professione con la passione per l'archeologia. Nel tempo libero si improvvisa attrice da dieci anni, e si rifugia nei libri quando ne ha voglia.




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