Il nostro Parere
di Edoardo Mauro
Pronti. Via. 10 parole. Chiare e risolute. Così Indro Montanelli pose la prima pietra de “Il Giornale”.
Era il 1974.
Anche io ho cercato a lungo le parole giuste, che avessero lo stesso
impatto, per poter iniziare il primo editoriale di questo nuovo progetto. Ma
non avendo né lo spessore né le spalle larghe del Maestro Indro, non ci sono
riuscito. Quindi (e spero che, ovunque egli sia, Montanelli non se ne dispiaccia) userò
la sua stessa introduzione.
Allora, quest’avventura nasce da una rivolta e da una sfida.
Di questi tempi le assurdità da affrontare sono molte. Viviamo in una società in cui c’è l’assoluta mancanza di prospettiva per la nostra generazione. Siamo i ventenni che devono rinunciare a tutto senza che gli venga garantito niente. A dicembre 2020, secondo i dati Istat, la disoccupazione giovanile è tornata a vicina al 30%, in aumento di oltre un punto percentuale rispetto al dicembre 2019. Siamo costretti tra le mura delle nostre case nell’attesa che finisca la pandemia, attendendo inascoltati un futuro incerto già da prima del Covid. Nella migliore dell’ipotesi ci chiamano “Los Olvidados”, i dimenticati. Nella peggiore i “Chossy”, i bamboccioni.
Il quadro descritto potrebbe indurre a del disfattismo, ad una
probabilmente giustificata sfiducia nel mondo che verrà.
Ma al lettore noi diciamo con forza: esiste una via
d’uscita.
Si diceva prima che questa idea nasce da una sfida. Chi
scrive sa di poter fare qualcosa, nell’umiltà del proprio ruolo e dei propri
mezzi. Il nostro scopo è quella di poter contribuire, nel nostro piccolo, ad un
tentativo di risveglio. Non sappiamo fino a dove si estenderà questa nostra
ambizione. Probabilmente rincorreremo i mulini a vento, come spesso accade a
chi si lancia con impeto in queste situazioni. Ma perché non provarci.
Siamo certi che attraverso uno studio approfondito si
troveranno proposte. Sappiamo che in un dibattito pragmatico e schietto anche tra chi scriverà (e che
parte, perché no, da Sud) forse vedremo partecipazione e cambiamento.
Perché è soprattutto nei periodi di scandali crisi, dove chi ci governa appare
spesso inadeguato e inefficiente, chi si prepara ad essere una nuova classe dirigente dovrà avere un gymnasium per ascoltare, prepararsi ed
infine scrivere. Giorni fa Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera
diceva che il cuore della democrazia e di una sua sana gestione sta anche nel
“suscitare convinzioni ragionate e insieme emozioni, e dunque anche nella
retorica, cioè nel saper trovare le parole giuste per arrivare al cuore e alla
mente della gente comune, le parole semplici ma insieme alte che accendono le
speranze e le volontà”. Ecco, noi vi offriamo questo.
Voglio che sappiate che saremo sempre aperti a tutti coloro
che cercheranno di dialogare con noi. Non ci sottrarremo a chi vorrà
interfacciarsi con onestà, studio e ragionevolezza.
Caro lettore, non vediamo l’ora che tu possa leggerci
all’interno di questo spazio. Vogliamo ascoltare il tuo Parere mentre tu ascolterai
il nostro su ciò che decideremo di raccontare.
A presto.
Edoardo Mauro


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