Una Razzista Classicità
di Carlotta Terranova.
E’ il 5 gennaio 2021 e siamo in Massachusetts: sono sconvolgenti le dichiarazioni di Heather Levine, insegnante affermata della Lawrence High School di Lawrence, che si dimostra orgogliosa nel dichiarare che la scuola ha appena rimosso dal curriculum tutte le opere di Omero e di Scott Fitzgerald, in seguito ad un'accurata analisi del loro contenuto. Confrontando tale risultato con una focosa politica antirazzista, si è giudicata questo tipo di letteratura fin troppo discriminatoria, decidendo così di decretarne la cancellazione immediata dall’insegnamento. Con lo slogan #DisruptTexts, un numero incalcolabile di educatori e letterati, cercano di spurgare i classici, ponendo ad una vera e propria censura quelli da loro ritenuti violenti, razzisti o misogini. In tutto il mondo l’avversione è tangibile: i classici hanno sempre preso per mano milioni di donne e uomini, e hanno simboleggiato uno spunto di crescita per moltissimi giovani. “E’ una tragedia che questo movimento anti intellettuale stia guadagnando terreno tra gli educatori e l’industria editoriale” affermerà a tal proposito lo scrittore di fantascienza Jon Del Arroz. Conviene chiedersi dunque se effettivamente tale crisi ideologica e culturale sia, per lo stato social-democratico per eccellenza, una fase transitoria o rappresenti un evento epocale. E’ doveroso ricordare quanto successo all’interno della Brown University, dove alcuni studenti chiesero di abbattere le statue degli imperatori romani Augusto e Marco Aurelio poiché identificati come ‘suprematisti bianchi'.
E’ davvero importante distruggere le rappresentazioni del passato, in ogni forma, per permettere alle nuove generazioni di lottare contro il razzismo e la disparità di genere? Per lottare ci vuol ben altro: questa sorta di politically correct sta prendendo una direzione profondamente sbagliata. Eliminare ciò che la storia, in tutto il suo complesso, ci ha donato, sarebbe come sradicare le radici di un popolo che senza esse non può fruttare, e neppure migliorarsi a pieno. Quanti professori americani si sono lasciati trasportare da questa fanatica corrente antirazzista? Parliamoci chiaro: spurgare i classici da correnti misogine o razziste non farà scomparire queste forme d’odio dalla storia, e nemmeno dal presente. Rimuovere forzatamente qualcosa che ha segnato nel profondo il cammino di milioni e milioni di uomini e donne rappresenta una minaccia per la nostra integrità. Gli Stati Uniti hanno sempre guardato alla grande storia e cultura occidentale con ammirazione: strano che ad intraprendere questa campagna siano stati proprio loro. Gli antirazzisti si schierino piuttosto contro ciò che accade costantemente sotto i lori occhi, non perdendo tempo focalizzando l’attenzione su qualcosa di inutile, e di dannoso soprattutto per i posteri. Mi piacerebbe prendere in esame un’accurata analisi dell’opera più discussa e della quale si è decretata la cancellazione: l’Odissea. Ad una prima lettura, fatta con occhi nuovi e contemporanei, non passerà inosservato sicuramente il fatto che Omero (o chi per lui) abbia dipinto il viaggio di un uomo assetato di conoscenza, il ritratto dell’avventuriero che ha ancora voglia di riscoprirsi, dell’uomo che lotta. E allora voi, cari lettori, replicherete: e Penelope? Io credo che Penelope sia, invece, lo specchio della Girl Power (che gli americani idolatrano tanto) che non si lascia abbindolare, e cerca, con assoluta furbizia ed eleganza, di discostarsi da pretendenti sicuramente poco raffinati. Allora possiamo di certo affermare che gli americani leggano e studino poco, o non studino affatto. ‘Historia magistra vitae’: levando uno o più tasselli da un puzzle così grande come quello della letteratura classica, che ha posto le basi per il cammino della cultura mondiale, si verrebbe a creare un effetto domino senza eguali, che causerebbe a sua volta un ribasso didattico nel mondo della scuola. Da un punto di vista più ampio, e forse anche un po’ più complottista, leggendo queste notizie, mi è venuto in mente ‘1984’ di George Orwell, e vorrei citare e riflettere con voi su una determinata frase, ripresa proprio dal testo (prima che ci tolgano anche questo):”Ogni disco è stato distrutto o falsificato, ogni libro è stato riscritto, ogni immagine è stata ridipinta, ogni statua e ogni edificio è stato rinominato, ogni data è stata modificata. E il processo continua giorno per giorno e minuto per minuto. La storia si è fermata. Nulla esiste tranne il presente senza fine in cui il Partito ha sempre ragione”. Dubito che questo movimento si orienti verso questo tipo di politica, ma si presta a molteplici interpretazioni, cancellando così qualsiasi spirito critico in merito ad opere e fatti storici. Parlate, leggete, informatevi: non lasciamo che una politica giusta, quale quella antirazziale, si trasformi in una censura perbenista e, a mio avviso, totalmente fuoriluogo.Carlotta Terranova
Carlotta Terranova nasce a Galatina nel 2002. Frequenta l'ultimo anno di liceo classico, si definisce una diplomatica per professione con la passione per l'archeologia. Nel tempo libero si improvvisa attrice da dieci anni, e si rifugia nei libri quando ne ha voglia.




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